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THE POET AS SCIENTIST

THE POET AS SCIENTIST, THE POET AS SCIENTIST

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The Geek's Raven
[An excerpt, with thanks to Marcus Bales]

Once upon a midnight dreary,
fingers cramped and vision bleary,
System manuals piled high and wasted paper on the floor,
Longing for the warmth of bedsheets,
Still I sat there, doing spreadsheets:
Having reached the bottom line,
I took a floppy from the drawer.
Typing with a steady hand, I then invoked the SAVE command
But got instead a reprimand: it read "Abort, Retry, Ignore".

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Form input - by Günter Born

Wednesday, May 17, 2006

Il secondo avvento

"Un monde infinito,
apra la mente,
che mi ispirano,
Tali sono le cose"

non avea forma né bellezza,
da attirare i nostri sguardi,
né apparenza,
da farcelo desiderare.
Isaiah 53

"Ma per essere,
delineatore,
del campo de la natura,
sollecito circa la pastura,
de l'alma, vago de la coltura,
de l'ingegno e dedalo,
circa gli abiti de l'intelletto"
De l'infinito universo et Mondi (1584), Giordano Bruno

Disprezzato,
e abbandonato,
dagli uomini,
uomo di dolore,
familiare col patire.
Isaiah 53

"Se volete intendere,
onde sia questo,
vi dico che la caggione,
è l'universitade,
che mi dispiace,
il volgo ch'odio, la moltitudine,
che non mi contenta."
De l'infinito universo et Mondi (1584), Giordano Bruno

Noi tutti,
eravamo erranti,
come pecore,
ognun di noi seguiva,
la sua propria via;
e l’Eterno ha fatto cader su lui,
l’iniquità di noi tutti.
Isaiah 53

"quella per cui non invidio,
a quei che son servi,
nella libertà, han pena nei piaceri,
son poveri ne le ricchezze e morti,
ne la vita,
perché nel corpo han la catena che le stringe,
nel spirto l'inferno che le deprime,
ne l'alma,
l'errore che le ammala,
ne la mente il letargo"
De l'infinito universo et Mondi (1584), Giordano Bruno

"Indi accade che non ritrao, come lasso, il piede da l'arduo camino; né, come desidioso, dismetto le braccia da l'opra che si presenta; né, qual disperato, volgo le spalli al nemico che mi contrasta; né, come abbagliato, diverto gli occhi dal divino oggetto; mentre, per il più, mi sento riputato sofista, più studioso d'apparir sottile che di esser verace; ambizioso, che più studia di suscitar nova e falsa setta che di confirmar l'antica e vera; ucellatore, che va procacciando splendor di gloria con porre avanti le tenebre d'errori; spirto inquieto, che subverte gli edificii de buone discipline e si fa fondator di machine di perversitade."
De l'infinito universo et Mondi (1584), Giordano Bruno

Hanno rotto le sue membra sulla cremagliera,
Hanno tagliato la sua linguetta,
Lo hanno appeso nudo inverso in un quadrato pubblico,
E lo hanno bruciato vivo.

"Or ecco, vi porgo,
la mia contemplazione circa l'infinito,
universo e mondi, innumerabili."
De l'infinito universo et Mondi (1584), Giordano Bruno

© Copyright Jerome Raymond Kraus 2006

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